MURDOCH INSISTE: "IL FUTURO DEI GIORNALI E' NEL DIGITALE"
DA DAILY MEDIA.
Il futuro dei giornali è nel digitale. L’affermazione è del magnate dell’informazione Rupert Murdoch, il quale pensa che ci vorranno tra i 10 e i 15 anni perché i lettori abbandonino
completamente i giornali in materiale cartaceo. In un’intervista al canale televisivo Fox Business Network, che appartiene peraltro al suo gruppo, News Corporation, l’editore australiano dice inoltre che i giornali, in crisi per il calo
della diffusione del tradizionale formato di carta e per la diminuzione dei ricavi pubblicitari, dovranno far pagare l’accesso ai loro siti internet. In futuro, “al
posto di un giornale stampato su carta, il lettore ne potrà avere uno impresso
su dispositivi mobili che capteranno
i contenuti di un intero giornale attraverso collegamenti senza fili, e saranno aggiornati ogni ora o al massimo
ogni due ore”, ha detto Murdoch. Il proprietario del
Wall Street Journal e del Times, che ha ribadito la sua intenzione di far pagare
la possibilità di visionare i siti internet dei giornali del suo gruppo, pensa che,
in linea generale, sarà necessario nei prossimi anni “pagare per avere il proprio
quotidiano preferito sul web”. Una conferma di questa tendenza viene
anche da un’indiscrezione raccolta dal sito della rivista The Atlantic. I manager
dei maggiori gruppi editoriali americani hanno infatti dato vita a una riunione
riservata a Chicago nella quale sono state discusse strategie per permettere
il pagamento online dei contenuti giornalistici e per difendere la proprietà
intellettuale. La riunione, in un albergo nei pressi dell’aeroporto internazionale
di Chicago, avrebbe dovuto restare con ogni probabilità segreta. A promuovere
l’iniziativa è stata la Newspaper Association of America (l’organizzazione
degli editori dei quotidiani), sulla scia di audizioni che si sono tenute
in Congresso sul futuro della carta stampata. All’incontro hanno partecipato
anche esperti di antitrust, per valutare le conseguenze legali di eventuali alleanze
tra i media per proteggere le news online. Il vertice, secondo le indiscrezioni,
ha visto la presenza tra gli altri di manager dei gruppi editoriali Gannett,
New York Times Co., Scripps, McClatchy, Hearst, Advance, MediaNews
Group, Philadelphia Media Holdings, Lee Enterprise, Freedom Communications
e Associated Press.
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